Colpa della crisi

Non so se ci avete fatto caso ma, ultimamente, sono aumentati gli spot tv dei farmaci contro l’acidità di stomaco. E così al vecchio e collaudato Maalox si sono aggiunti il Gaviscon e altri che ci fanno immaginare un elefante sul nostro stomaco. Qualche tempo fa una ricerca evidenziava l’aumento di farmaci antidepressivi negli ultimi anni e ora, forse, le case farmaceutiche si sono accorte che la precarietà e la crisi provocano anche bruciori di stomaco.  Chissà se verrà anche ai farmacisti dopo le liberalizzazioni.

Oops moment

In questi giorni si sta parlando di primarie americane e inevitabilmente mi viene in mente la figuraccia fatta a novembre da Rick Perry. Per chi è appassionato di comunicazione e, soprattutto per chi ha seguito le mie lezioni di public speaking, segnalo un articolo che ci ricorda quali sono le 3 cose che possiamo imparare da quella figuraccia. Per non farla noi. Buona lettura qui.

Di nuovo dispari

E’ tanto che non scrivo su questo blog. Non so se è pigrizia o perché non avevo niente da scrivere. Forse, anzi, avevo troppe cose da scrivere e non avrei trovato le parole giuste per raccontarle. E già, perché questi ultimi mesi sono difficili davvero da raccontare, troppe emozioni. E allora, più che raccontarle, ne approfitto per ringraziare un amico, quello che qualche mese fa scrisse queste bellissime parole su quella bellissima storia che stavo vivendo. Ringraziando lui mi sembrerà di ringraziare tutti quelli amici che ci sono stati e ci saranno sempre, a partire da quello che ora è in un ospedale di Riccione circondato da avvenenti infermiere dell’est…Amico mio, siamo di nuovo dispari, ma non sarò triste, lo prometto. D’altronde perché esserlo, come dice Bukowski «non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella».

“Ma davero John Wayne era frocio?”

La lista dei presunti gay è un modo sbagliato di affrontare un problema e, meglio di me, lo hanno spiegato in tanti, soprattutto Paola Concia qui. Non condivido per niente questo metodo ma, allo stesso tempo, condanno l’ipocrisia di tanti politici e non solo sulla legge contro l’omofobia. Quanti politici, di entrambi gli schieramenti, usano fare pratiche non molto distanti dal bunga bunga? Quanti si riempiono la bocca di “valori”, “famiglia” ma nella pratica fanno altro? Molti sono anche tra i miei amici su facebook e postano sempre link contro il bunga bunga, che dite la faccio anche io una lista? A me non interessano per niente i gusti sessuali o i vizi di ognuno dentro il suo letto, interessa quanto questo possa riflettersi sulla sua vita pubblica, sul suo operato politico e, quindi, sulla MIA vita. Ma anche questo è stato più volte detto. Fortunatamente non tutti hanno dato troppa importanza a questa lista e mi viene da applaudire all’on. Corsaro che si era detto preoccupato perché pensava di essere finito in una lista di interisti occulti. E leggendo quella lista molti avranno pensato “lo avevo detto io! si vedeva da subito, quello parla con quel polso così rilassato, quello con quelle camicie…” Insomma come John Wayne che scendeva da cavallo co’ quela gambetta così…

Luoghi comuni

Se vai a dormire che ci sono più di trenta gradi e ti svegli di notte per un temporale e il giorno dopo fa freddo, se ti trovi con la febbre e il naso otturato a settembre, se hai una voce simile a quella di un trans, come fai a non dire che non ci sono più le mezze stagioni? Ma potrei anche dire che non si sa più come vestirsi, che si passa dal caldo caldo al freddo freddo…vabbè avete capito, fate voi.

Già, a chi lo spiego…

L’altro giorno mi sono commosso leggendo queste righe in cui il mio amico Nardi spiega in maniera perfetta cosa significhi avere un animale in casa. E chi non ama gli animali, chi non ne ha mai avuto uno, davvero, non credo possa capire. Oggi pomeriggio ho pensato a quelle parole, a quanto amore riesca a darmi ogni giorno una semplice coniglietta nana, una palla di pelo, per essere precisi. All’improvviso la piccola Dea non “scodinzola” per casa, si rannicchia in un angolo e comincia a tremare. Mi tornano in mente le immagini di Jumpy, il coniglietto nano che due anni fa è morto per un colpo di calore, dopo 5 anni di coccole indescrivibili. La corsa in auto verso il veterinario sembrava infinita, con Dea che ad ogni semaforo mi sembrava sempre più immobile. E poi puntura, flebo e…gatorade. Ora sta meglio e la osservo mentre mi guarda. Forse prova a tranquillizzarmi, chissà… A proposito, Dea me l’ha regalata quel Nardi là, e non smetterò mai di ringraziarlo.

Terra mia

Ogni tanto la mia terra non è citata negli articoli del Corriere o di Repubblica per i fumi dell’Ilva. Ogni tanto si parla anche dei nostri talenti, delle nostre tradizioni. In questi giorni si parla di Woody Allen a Roma e il regista sembra abbia fatto realizzare piatti e bicchieri a Grottaglie, terra delle ceramiche tarantine. E la camicia delle nozze del Principe William è stata realizzata a Ginosa, non dalla scuola inglese di camiciai. Sarò distratto ma tra i tanti link pubblicati dai miei amici tarantini su Facebook, sempre così attenti a difendere l’orgoglio della propria terra, queste notizie non le ho lette. Ma sarà colpa mia, scusate.

Il caldo, la lampada…

Stamattina ho letto questa notizia su un quotidiano e il racconto di Haber era molto più divertente e colorito, con il rumore di “arrampicata sugli specchi” in sottofondo e la mia risata che echeggiava nel bar. Il grande attore si è difeso dicendo che voleva dare un nuovo risvolto al personaggio, mitico! Leggendolo non potevo che pensare a questa scena di “Fantozzi subisce ancora”, godetevela!

 

L’ultima volta a Palazzo Grazioli, forse…

Domani sera dirò anche io Bye Bye Palazzo Grazioli. Qui si spiega bene cosa significhi per Reti cambiare sede dopo dieci anni, lasciare Il palazzo del potere per eccellenza. Per me sono un po’ di ricordi che lascio là, dove fino ad un anno fa lavoravo. Ci sono entrato per la prima volta nel settembre 2005, per frequentare un master di 8 mesi insieme ad una ventina di ragazzi coi quali ho condiviso quell’aula vicino alla terrazza per otto ore al giorno. Ricordo la prima (non) lezione di Claudio Velardi, con la sua citazione preferita, quella di Charly Parker :” la musica si impara attraverso la tecnica, ma poi bisogna dimenticarla per iniziare a suonare con l’anima”. Citazione che pochi mesi fa qui ha ricordato in una intervista. Soprattutto ricordo quando i miei colleghi (chissà dov’ero io?!) dalla terrazza salutarono Berlusconi affacciato al secondo piano, con una di queste che gli gridò “forza Milan” (sigh!). Ricordo gli amori nati in quella terrazza, con tutti i corsisti che di là sono passati. Ricordo le mie lacrime tra le braccia di una collega per un amore svanito, quella volta che presi l’ascensore con Calderoli, Maroni e Tremonti nei giorni successivi alla vittoria del centrodestra del 2008. Ricordo quando sentimmo per la prima volta la frase di Berlusconi grandi orecchini, grande voglia… rivolta ad una collega, altro che dago. Ricordo il ministro La Russa cantare con me O Saraccino,  in una delle feste in terrazza… Più di ogni cosa ricordo il piacere di lavorare là, il caffè e sigaro in quella terrazza al sole di primavera, con il Vittoriano sullo sfondo. Non so se tornerò a Palazzo Grazioli… di certo non sarà mai più la stessa cosa. Mamma Reti, che mi ha insegnato questo mestiere, resterà sempre la stessa. In bocca al lupo uagliò!

A Roma solo quelli veri!

Scelgo di commentare la partita di domenica scorsa, Taranto-Atletico Roma, con le parole che mio cugino Mimmo ha scritto sul guestbook di Tarantosupporters. E’ una lettura che condivido parola per parola. Tifosi occasionali, tifosi da tastiera, a voi va tutto il mio disprezzo e a Roma vedremo solo quelli veri.

“Sono un tifoso del Taranto. Sono un tifoso della squadra della mia città anche se da tantissimo tempo vivo in provincia. Sono un tifoso che per il Taranto, la domenica pomeriggio, lascia moglie e bambino di quasi 2 anni, si mette in macchina, si fa 100 km circa tra andata e ritorno da casa sua e lo Iacovone come se fosse una piccolissima trasferta ogni volta. Sono un tifoso che è costretto a chiedere ogni volta il favore al cugino di andargli a comprare il biglietto perché dove vive non ci sono rivendite. Sono un tifoso presente ogni santa domenica ma che non ha potuto fare l’abbonamento per non piegarsi ad un capriccio sciocco di politici incapaci. Sono un tifoso che ieri è rimasto dispiaciuto dalla prova incolore del Taranto ma sono un tifoso che ha avuto la forza e soprattutto l’onestà di applaudire quei ragazzi che nonostante tutto hanno disputato un seconda parte di campionato strepitosa. Sono un tifoso che nonostante sia in disaccordo con le scelte fatte ieri da mister Dionigi, lo apprezza comunque e lo ritiene senz’altro un bravissimo tecnico meritevole della mia stima. Sono un tifoso del Taranto che spera comunque ancora nell’impresa di raggiungere la finale Play off espugnando il Flaminio a suon di gol. Sono un tifoso del Taranto che non ha abbonamenti ne a Sky ne a Mediaset perché non mi interessa sapere cosa fanno squadre lontane da me 1000 km. Sono un Tifoso del Taranto e mi fanno schifo tutti coloro che aspettano i play off per presentarsi allo Iacovone; mi fanno schifo, si, SCHIFO. Mi fanno schifo perché sono i primi a fischiare, i primi a lamentarsi, i primi a fare gli allenatori senza aver mai visto una partita del Taranto. Come si può giudicare una squadra che non hai mai visto… come puoi chiamare bidone Giorgino se non hai la più pallida idea di quanto questo ragazzo si sia rotto il fondoschiena per tutto un campionato per il Taranto. È stata un giornata storta, abbiamo pagato lo scotto di un appuntamento così importante, ma ci può stare, ci fa male, ma ci può stare. Non permetto, però, a nessuno degli “occasionali” di gridare BIDONI, PAGLIACCI o VENDUTI perché i primi pagliacci siete voi, cari occasionali, che siete pronti a salire sul carro dei vincitori ma che non sapete neppure di che colore è la maglia del Taranto. Vergognatevi voi tifosi da passerella, che venite allo stadio perché è finita la serie A. A voi va tutto il mio disprezzo.”

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