Ugo Tognazzi

Devo ammettere che scrivere un ricordo di Ugo Tognazzi, a vent’anni dalla sua scomparsa, non è facile. Perché lui è stato davvero un mostro sacro del cinema ma, soprattutto, perché io non sono un Mereghetti o un Morandini. Ricordo il giorno che morì, avevo 14 anni e piansi, perché il Mascetti mi aveva divertito con le sue supercazzole e sapevo che non le avrei più sentite. Cominciai così a divorare tutti i suoi film accorgendomi che il Mascetti non era che una delle sue tante riuscite maschere, anche se riusciva a racchiuderle tutte con la sua mediocrità, le sue zingarate, l’amore per le donne…
Mi piacerebbe, con queste poche righe, invogliare tutti gli amici di Groucho a cercare i suoi film, a riscoprirlo. Il co-fondatore di Groucho ancora non ha visto il meraviglioso Emerenziano di “Venga a prendere il caffè da noi” (peccato mortale!), molti di voi non sanno, forse, dell’esistenza dello struggente “La donna scimmia” di Marco Ferreri o di Walter Ferroni, general manager calcistico di “Ultimo minuto”e di tanti titoli che fanno di Ugo uno dei più grandi attori italiani di sempre. Per questo l’unico modo che ho per ricordarlo è quello di invitarvi a vedere i suoi film, perché parlino al posto mio. E poi leggete le cronache, vedete che genio era! Scoprireste che nel 1978 si prestò per la rivista satirica “Il Male” facendo pubblicare diverse pagine di quotidiani nazionali che diedero la notizia che fosse lui il capo delle Br. Molti edicolanti si divertirono a vedere la faccia sbalordita e indignata dei passanti che vedevano le foto del noto attore in manette tra due carabinieri. Oppure rivedete il video in cui Tognazzi si prende gioco di Pippo Baudo nel programma della domenica e immaginate come sarebbe bello vederlo oggi prendersi gioco di un Vespa che parla davanti ad un plastico di Avetrana. Ma il motivo principale per cui vi invito a rivedere i film di Ugo è che blinda la supercazzola con lo scappellamento a destra a sinistra come se fosse di pentolone. Ciao, Ugo.


Eccomi qua

Se sei capitato su questo blog è perché devo avertelo segnalato io su Facebook.
Questo blog nasce oggi (la sua storia la leggete qui da qualche parte) perché il 27 ottobre di vent’anni fa moriva il mio attore preferito, Ugo Tognazzi. E forse ho sempre sognato di essere un pò come lui.
Questo mio spazio sarà un posto in cui venire a rifugiarmi, in cui dire le cose che altrove non posso dire, buttare là i pensieri senza che nessuno se ne accorga. Si lo so, è pubblico questo blog, ma a differenza di Facebook, dove potete incappare in me, qui ci dovrete venire apposta a farvi i cazzi miei. C’è un po’ più di confidenza, insomma.
Scrivo in un periodo particolare della mia vita, pieno di novità. Esattamente cinque anni fa mi trasferivo a Roma per fare un Master nell’azienda che poi mi avrebbe assunto. E là ci sono rimasto fino ad un mese fa, imparando tante cose, soprattutto di vita.
Rispetto a cinque anni fa devo dire di essere una persona diversa, in senso positivo però. Accanto a me non c’è più la donna che amavo allora (anche se le voglio ancora tanto bene) e nessuna nuova accanto. Ho gli amici di un tempo, qualcuno in più e ne ho ritrovato uno perso per strada. Nel frattempo sono diventato zio di Vincenzino (un po’ anche  di Claudia) e di altri bimbi che mi chiameranno zio quando cresceranno, Giuseppe e Ilaria. Da pochi giorni sono anche diventato papà di un sitarello niente male http://groucho.eu/ che ho ideato assieme a quella carogna che divide con me il mio ufficio. E si, perché, dopo quattro anni, ho cambiato ufficio e lavoro, restando sempre a battere dei tasti sulla tastiera e a vendere politici come si vendono le saponette. Una cosa che non mi ha mai abbandonato in questi anni è stato il sorriso, pur avendo avuto momenti di grande difficoltà. E, soprattutto, non ho mai perso il mio senso dell’umorismo che, se mi conoscete, mi contraddistingue. Convivo col mio Peter Pan che mi fa prendere la vita con leggerezza (ma non alla leggera), proprio come recita quella scritta nel film “Puerto Escondido” , “La vita è come un ponte: attraversalo pure, ma non costruirci mai una casa sopra.”

“Di nuovo le stelle. Come l’ho viste la notte scorsa e tante altre notti. Notti, giorni, amori, avvenimenti. Ho già sulle spalle un bel fardello di cose passate. E quelle future? Che sia per questo, per non sentire il peso di tutto questo, che continuo a non prendere nulla sul serio? Però è stata una bella giornata. Bella, libera, stupida. Come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un’altra.” Amici miei