L’ultima volta a Palazzo Grazioli, forse…

Domani sera dirò anche io Bye Bye Palazzo Grazioli. Qui si spiega bene cosa significhi per Reti cambiare sede dopo dieci anni, lasciare Il palazzo del potere per eccellenza. Per me sono un po’ di ricordi che lascio là, dove fino ad un anno fa lavoravo. Ci sono entrato per la prima volta nel settembre 2005, per frequentare un master di 8 mesi insieme ad una ventina di ragazzi coi quali ho condiviso quell’aula vicino alla terrazza per otto ore al giorno. Ricordo la prima (non) lezione di Claudio Velardi, con la sua citazione preferita, quella di Charly Parker :” la musica si impara attraverso la tecnica, ma poi bisogna dimenticarla per iniziare a suonare con l’anima”. Citazione che pochi mesi fa qui ha ricordato in una intervista. Soprattutto ricordo quando i miei colleghi (chissà dov’ero io?!) dalla terrazza salutarono Berlusconi affacciato al secondo piano, con una di queste che gli gridò “forza Milan” (sigh!). Ricordo gli amori nati in quella terrazza, con tutti i corsisti che di là sono passati. Ricordo le mie lacrime tra le braccia di una collega per un amore svanito, quella volta che presi l’ascensore con Calderoli, Maroni e Tremonti nei giorni successivi alla vittoria del centrodestra del 2008. Ricordo quando sentimmo per la prima volta la frase di Berlusconi grandi orecchini, grande voglia… rivolta ad una collega, altro che dago. Ricordo il ministro La Russa cantare con me O Saraccino,  in una delle feste in terrazza… Più di ogni cosa ricordo il piacere di lavorare là, il caffè e sigaro in quella terrazza al sole di primavera, con il Vittoriano sullo sfondo. Non so se tornerò a Palazzo Grazioli… di certo non sarà mai più la stessa cosa. Mamma Reti, che mi ha insegnato questo mestiere, resterà sempre la stessa. In bocca al lupo uagliò!

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