Fatemelo dire

Il terremoto al nord ha colpito tutti noi. E la rete è servita a tutti, subito, a dare le colpe a qualcuno o a trovare subito qualcuno con cui prendersela. E allora giù con i vari link e foto su Facebook “peccato che non abbia colpito il Parlamento” e cose così. Più di tutti è stato condiviso l’appello per fermare la parata del 2 giugno. In pochi, i più lucidi, hanno sottolineato che una manifestazione del genere non si programma da una settimana all’altra e che, ovviamente, quei famosi 3 milioni di euro che servono a sostenerla, sono stati già spesi. Ma se al “popolo della rete” (che brutta espressione!) è concesso il beneficio dell’ignoranza, lo stesso non è concesso a quei politici che hanno cavalcato strumentalmente la protesta. A loro spetta il compito di non essere strumentali in questo momento e di trovare soluzioni vere. Certo, una soluzione non è aumentare ancora la benzina! Forse sarebbe il caso di ricordare agli italiani, come si dice bene qui, perché si celebra il 2 giugno. Ma agli italiani queste feste interessano poco, d’altronde anche lo scorso 25 aprile è passato più sottotono degli altri anni, perché finché c’era Berlusconi assumeva il valore di liberazione anche da lui (sigh!). E allora il 2 giugno va festeggiato, perché è la festa della nostra Repubblica, ma qualcosa ancora si può fare, per renderla davvero sobria, come si dice bene qui a proposito dei costi delle frecce tricolori che sfileranno il giorno dopo per l’international air show. Ma una riflessione nasce spontanea: quanti del “popolo della rete” che hanno esposto foto di candele o hanno listato a lutto la loro pagina facebook hanno inviato un sms al 45500 per fare qualcosa di veramente utile per le popolazioni dell’Emilia? E quanti di questi, invece, non mancano di inviare un sms per far vincere il proprio beniamino a X-Factor o Amici? Già, ma là si fa vincere qualcuno, invece, ancora una volta, abbiamo perso tutti un’occasione per fare del nostro paese un paese veramente unito e fiero di se.