Si può avere nostalgia di Cito?

Da mesi mi chiedo che fine abbia fatto il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno. Certo, vivo a Roma da tanti anni e mi è più difficile seguire le vicende della MIA città, ma i giornali li leggo e a Taranto ci torno spesso.
L’altro giorno facevo una riflessione con un amico: per cosa verrà ricordato Stefàno?
Cito è stato il sindaco dei manganelli ai vigili, delle figuracce nazionali, del “Castellanet v’attocc” e tante altre pagine negative. Ma tanti tarantini ricordano cosa ha fatto, quasi come un italiano cita la nazionale dei mondiali ’82, ZoffGentileCabrini ecc…
Cito è quello che ha riportato in vita “a fundan” di piazza Ebalia, la villa Peripato, la pineta Cimino, la nuova strada per Talsano-Lama, ha introdotto la pulizia periodica delle strade.  Certo il mio non vuole essere un elogio di quegli anni, ma quanto scritto sopra resta e forse a Taranto serviva (e serve ancora?) un uomo forte. Uno che in una notte fa migliaia di multe alle auto sui marciapiedi, ti fa bestemmiare ma che poi ti educa. E da allora, infatti, non se ne vedono più di auto parcheggiate con le ruote sui marciapiedi.
La Di Bello certamente verrà ricordata negativamente per averci lasciato il dissesto e per altre “opere creative” come i giochi di luce delle fontanelle a mare. Ma è anche quella che ha ricostruito il salotto di Taranto. Anche qui il mio giudizio è negativo, ma Cito e Di Bello avevano entrambi un disegno di città, un progetto, anche se discutibile.
E Stefàno? Ci ha fatto uscire dal dissesto (ma forse sarebbe più corretto dare i meriti ad alcuni suoi assessori come Dante Capriulo durante il primo mandato) e ha fatto qualche rotatoria. Ricordate, e ricorderemo in futuro, altro? Sulla vicenda Ilva ci sarebbe stato tanto bisogno di un sindaco vero, che fosse in grado di rappresentare la città e di unire le ragioni dei lavoratori e degli ambientalisti e invece anche qua il sindaco è stato assente. Ingiustificato. La città è sporca come mai, abbandonata a se stessa, cultura zero, buche ovunque. Gli autobus sono un miraggio e lui pensa di risolvere con corsie preferenziali per il nulla e cordoli che fanno solo danni come in città vecchia.
Da metà maggio Gianni Liviano si è messo a capo di un progetto che sappiamo tutti è pressoché impossibile, quello di Taranto Capitale della Cultura 2019. Un progetto che molti hanno criticato (a Taranto funziona tutto così) e che certamente poteva essere ancora più srutturato, ma che il buon Liviano ha portato avanti senza avere un minimo aiuto dal sindaco. Anzi, dopo essersene finora disinteressato, il sindaco toglie la delega a Liviano.
Di un sindaco così Taranto non ha bisogno e spero se ne liberi quanto prima perché più si va avanti più rischieremo di avere addirittura nostalgia di Cito e allora ci andrà bene non solo il figlio, ma anche il suo piranha.

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1 commento

  1. giusto! bravo Massimiliano


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