A proposito di cozze pelose

E leggendo questo e tutte le inutili giustificazioni del sindaco Emiliano, mi viene inevitabilmente in mente questo…

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Il caldo, la lampada…

Stamattina ho letto questa notizia su un quotidiano e il racconto di Haber era molto più divertente e colorito, con il rumore di “arrampicata sugli specchi” in sottofondo e la mia risata che echeggiava nel bar. Il grande attore si è difeso dicendo che voleva dare un nuovo risvolto al personaggio, mitico! Leggendolo non potevo che pensare a questa scena di “Fantozzi subisce ancora”, godetevela!

 

Pussy wagon

Oggi è l’8 marzo e faccio gli auguri alle donne sperando che queste cose possano restare solo nei film.

“Ma che, è morto sul serio?”

Ieri sera ho saputo della morte di Mario Monicelli quasi subito, con un flash di corriere.it. Il mio cinema preferito, la commedia all’italiana di Risi e Monicelli, è morto ieri. Quando ero ragazzino, mentre gli altri crescevano a Rocky e Rambo (che comunque vedevo, per carità), io crescevo con le loro commedie ciniche e a volte proprio cattive.
Quando morì Dino andai con Vicchia al residence dove viveva, vicino Villa Borghese, per salutarlo. Qualche anno prima che morisse ebbi la fortuna di stringergli la mano e chiamarlo “maestro”. Gli dava fastidio essere chiamato così, lo disse dopo in una pausa della visione de “Il sorpasso” in una villa di Martina Franca. Accanto a me il mio grande amico Musillo, con cui abbiamo condiviso quell’emozione.
Ho provato molta tristezza ieri sera ma stamattina, quando sono passato dall’ospedale San Giovanni, per salutarlo, mi sono fatto una risata col mio amico Nardi. Proprio come al funerale del Perozzi, perché sono convinto che è così che voleva lui. Ricordiamolo con una risata.
E’ anche per questo che ieri sera ero incazzato nero con Repubblica.it che per più di mezzora ha tenuto in apertura wikileaks e la notizia della morte di Mario in basso. Mi ha indignato molto questa cosa. E poi, quando hanno riparato, lo hanno fatto a modo loro, riportando una sua intervista sui tagli alla cultura e un giudizio sull’Italia pavida. Insomma, dovevano per forza trovare una chiave contro Berlusconi. Meglio di me, qui è stata sintetizzata la mia rabbia. Penso che se quelli di Repubblica fossero stati tra gli autori di “Vieni via con me” ieri sera ne avrebbero approfittato per dire i 10 motivi per cui Monicelli non votava Berlusconi. E francamente me ne importa poco. E’ per questo che vi dico i 10 motivi per cui amo Monicelli:
Amici miei, Amici miei atto II, Guardie e Ladri, La Grande guerra, I soliti ignoti, Un borghese piccolo piccolo, I nuovi mostri, Il marchese del Grillo, Romanzo popolare, Risate di gioia.

Ugo Tognazzi

Devo ammettere che scrivere un ricordo di Ugo Tognazzi, a vent’anni dalla sua scomparsa, non è facile. Perché lui è stato davvero un mostro sacro del cinema ma, soprattutto, perché io non sono un Mereghetti o un Morandini. Ricordo il giorno che morì, avevo 14 anni e piansi, perché il Mascetti mi aveva divertito con le sue supercazzole e sapevo che non le avrei più sentite. Cominciai così a divorare tutti i suoi film accorgendomi che il Mascetti non era che una delle sue tante riuscite maschere, anche se riusciva a racchiuderle tutte con la sua mediocrità, le sue zingarate, l’amore per le donne…
Mi piacerebbe, con queste poche righe, invogliare tutti gli amici di Groucho a cercare i suoi film, a riscoprirlo. Il co-fondatore di Groucho ancora non ha visto il meraviglioso Emerenziano di “Venga a prendere il caffè da noi” (peccato mortale!), molti di voi non sanno, forse, dell’esistenza dello struggente “La donna scimmia” di Marco Ferreri o di Walter Ferroni, general manager calcistico di “Ultimo minuto”e di tanti titoli che fanno di Ugo uno dei più grandi attori italiani di sempre. Per questo l’unico modo che ho per ricordarlo è quello di invitarvi a vedere i suoi film, perché parlino al posto mio. E poi leggete le cronache, vedete che genio era! Scoprireste che nel 1978 si prestò per la rivista satirica “Il Male” facendo pubblicare diverse pagine di quotidiani nazionali che diedero la notizia che fosse lui il capo delle Br. Molti edicolanti si divertirono a vedere la faccia sbalordita e indignata dei passanti che vedevano le foto del noto attore in manette tra due carabinieri. Oppure rivedete il video in cui Tognazzi si prende gioco di Pippo Baudo nel programma della domenica e immaginate come sarebbe bello vederlo oggi prendersi gioco di un Vespa che parla davanti ad un plastico di Avetrana. Ma il motivo principale per cui vi invito a rivedere i film di Ugo è che blinda la supercazzola con lo scappellamento a destra a sinistra come se fosse di pentolone. Ciao, Ugo.