Sempre secondo me…

La notizia del giorno, stando al “termometro” attuale della nostra vita che è la home di Facebook, doveva essere quella della finale del Grande Fratello. E solo Berlusconi poteva essere in grado di spazzarla via. Questa volta non si tratta di nuove intercettazioni sul bunga-bunga ma dello stop ufficiale al nucleare. I primi commenti sono stati di vittoria del fronte del no al nucleare, a cominciare da Bersani, ma non ci vedo una grande vittoria. Certo, chi sosteneva questa tesi ora può esultare ma, a mente più fredda, bisogna riconoscere che il Governo ha fatto una bella mossa mediatica. La prima conseguenza di questa scelta è l’inevitabile caduta di attenzione sui referendum del 12 giugno e qua qualcuno se n’è accorto, bontà loro. Un pò di colpa va data anche ai promotori che hanno concentrato la loro attenzione mediatica sul nucleare dando poco spazio agli altri tre quesiti. Ok, c’era la questione Giappone da cavalcare e quindi questo avrebbe permesso di alzare il quorum e di portare benefici diretti agli altri 3 quesiti. Ma davvero nessuno aveva pensato al fatto che il Governo avrebbe potuto fare un passo indietro? Insomma, i sondaggi di cui parlava la Prestigiacomo sono veri e bastavano a prevedere che si poteva arrivare alla mossa di oggi. Credo che l’elettorato meno attento riconoscerà che il Governo ha fatto un passo indietro per capire bene cosa accade in Giappone e per approfondire la questione coinvolgendo la conferenza Stato-Regioni. Se  mezza Italia è contraria al nucleare, come pare, sarà contenta che il Governo abbia deciso che non si faranno centrali nucleari. Bravo Berlusconi! Intanto la nuova strategia energetica nazionale ora verrà rielaborata e ci vorrà, credo, un anno. Ma non vi illudete, nessun passo indietro. Anche nell’87  l’Italia aveva detto al nucleare e ora ci era stato riproposto. Ora ci sono le amministrative e non se ne parlerà almeno per un pò. Magari fino alle prossime politiche se il centrodestra vincerà di nuovo. Tutto questo sempre secondo me…

Qualcosa non va

Non sono convinto che Fini voglia davvero farla questa  Santa Alleanza e non so neanche se si possano mettere insieme Vendola, Casini, Fini, Bersani (D’Alema e Veltroni). Perché se già era difficile governare con Pecoraro Scanio e Ferrero, che almeno qualcosa l’avevano in comune, figuriamoci cosa avverrà con una maggioranza così eterogenea . Ma il punto non è questo. Ciò che è allucinante è che sia necessario mettere tutti insieme (tranne il povero Di Pietro a cui va tutta la  solidarietà a questo punto) per battere Berlusconi, a distanza di 17 anni dalla discesa in campo e in quello che in molti osservatori definiscono il suo momento di minor popolarità. E allora, qualcosa non va.

Primarie all’italiana

E vabbè alle primarie di Napoli hanno votato i cinesi. E allora? Ma il Pd non era per l’integrazione e per la società multietnica? Battute a parte è chiaro che qualcosa nelle primarie napoletane non abbia funzionato. Altrochè rigore e serietà come invocavano i miei amici nella campagna di Ranieri.  E ora si contano i feriti perché, se da un lato possono aver ragione coloro che hanno “visto” infiltrazioni nel voto, dall’altra hanno ragione i militanti che invece ci hanno creduto e hanno votato Cozzolino, come quella ragazza che si vede nel video in cui alcuni tesserati occupano la sede del Pd napoletano. Ma il tema è un altro: possibile che solo ora che si parla di Napoli (e ovviamente ci si mette subito Saviano) il Pd si sia accorto che alle primarie vota “chiunque”, compresa gente di centrodestra? Sono passati tanti anni e tra pugliesi ce lo possiamo dire: quanti di centrodestra nel 2005 alle primarie pugliesi hanno votato Vendola convinti che sarebbe stato più facile da battere rispetto a Boccia? E quante “nuove” facce si vedono ogni volta che ci sono primarie?E’ così che va…E allora faccio una previsione facile da avverarsi: vuoi vedere che la vicenda napoletana si trasformerà nella fine definitiva delle primarie almeno per come sono state finora concepite? E così anche Vendola è sistemato… A proposito di primarie…non mi sembra il caso che a Bologna si esulti parlando di “nuova primavera”…forse è il caso che il Pd prometta serietà agli elettori e garantisca per Merola, visto che il primo sindaco del dopo Guazzaloca ha detto che non poteva fare il sindaco per stare vicino alla famiglia, salvo andare 6 mesi dopo a Strasburgo e l’altro “pare” mantenesse la segretaria coi soldi dei bolognesi. Insomma, prima di riformare strumenti come le primarie, pensiamo a cambiare la classe dirigente.