[Podcast] I due errori più pericolosi che NON devi fare quando parli in pubblico

Massimiliano Cavallo public speaking podcast parlare in pubblicoE’ finalmente online “Public Speaking Top”, il mio Podcast  dedicato a chi vuole imparare a parlare in pubblico.

 

In questa prima puntata ti dirò perché è importante saper parlare in pubblico e quali sono i 2 errori che la maggior parte delle persone commettono quando parlano in pubblico.

 

Vuoi saperne di più sul corso? Clicca qui –>http://corsopublicspeakingtop.com/

 

Scarica o ascolta il podcast direttamente da iTunes (clicca sul logo qui sotto). Votalo e commentalo, grazie!

Podcast public speaking Parlare in pubblico Massimiliano Cavallo

In regalo per te 2 ore di video sul public speaking

Oggi voglio farti un regalo: un video di 2 ore per conoscere le basi del public speaking.

Quando hai tempo, dagli un’occhiata,  troverai un pò di consigli immediati su come parlare in pubblico.

NON è un videocorso, sai che non mi piacciono, te l’ho scritto qui,  è un seminario sulla comunicazione efficace che ho tenuto il 3 marzo  a Alessandria per un evento organizzato dall’Associazione Cultura e Sviluppo.

Erano presenti settanta ragazzi tra i 17 e i 25 anni. Purtroppo la scuola e l’università non insegnano a comunicare con efficacia.
Spero che i miei consigli possano essere utili a questi ragazzi e a te.

Puoi vedere il mio video qui sotto oppure clicca qui –> https://www.youtube.com/watch?v=0RVYmdC73lk

Ti aspetto al corso –>http://massimilianocavallo.com/formazione/public-speaking-top/

Public speaking: il settimanale “OGGI” intervista Massimiliano Cavallo

Il settimanale OGGI ha pubblicato alcuni miei suggerimenti per parlare in pubblico.
Lo trovate in edicola. Grazie a Laura Di Corcia per l’intervista.

Vi aspetto al corso!
►►►http://massimilianocavallo.com/formazione/public-speaking-top/

OGGIMAXOK

 

I pugni sul tavolo nello spot M5S. Il Pd va sul sicuro con Fantozzi

stampaOggi “La Stampa” ha interpellato alcuni esperti di comunicazione politica come Mario Rodriguez e Edoardo Novelli per chiedere loro un parere sugli spot elettorali dei partiti politici italiani per le europee 2014. Il giornalista Marco Bresolin riporta anche il mio commento. Ecco l’articolo completo:

Nelle birrerie di provincia, quando il dj mette We Will Rock You dei Queen, tutti iniziano a battere i pugni sul tavolo a ritmo di musica. Un anno fa quella canzone ha fatto da colonna sonora allo «sfortunato» spot elettorale del Pd (anche se non ufficiale), quello con dirigenti e militanti che cantano «Lo smacchiamo». Ora a battere i pugni sul tavolo è il Movimento 5 Stelle, che ieri ha lanciato l’ inno per le Europee. Una canzone – scritta dall’informatico Felice Marra – che musicalmente lascia un po’ a desiderare e forse non passerà alla storia come «Meno male che Silvio c’è». Magari non sarà una colonna sonora travolgente per i comizi, ma – a sentire gli esperti – è il video che funziona. Sbattono i pugni sul tavolo la ragazza in palestra, il piccolo imprenditore che fa i conti con la calcolatrice, la studentessa in cameretta e via dicendo, da Nord a Sud. Una sequenza di gente comune, tra le mura di casa, che canta la rabbia contro «questa Europa che si nutre umiliando i deboli». «Quel gesto – spiega Massimiliano Cavallo, consulente di comunicazione politica – ricorda la scena di Quinto Potere, la gente alla finestra che grida “sono incaz… nero e tutto questo non lo accetterò più”».

 Nel giro di poche ore il video è diventato virale, popolarissimo sul web. «Perché ha tutte le caratteristiche per essere condiviso sui social network – aggiunge Cristopher Cepernich, sociologo dei media all’Università di Torino –. Tra i video elettorali che girano, ce ne sono alcuni, come quello della Lega e di Fratelli d’Italia, che sono spot elettorali classici, fatti per la tv, ma che sono usati sul web. Su questo canale però non funzioneranno mai».
Da un certo punto di vista, anche gli spot leghisti che stanno circolando (con lo slogan «La Lega sono io»), mettono al centro i cittadini comuni, ma tutti si concludono con Matteo Salvini che dà la classica indicazione di voto. «Oggi però – continua Cepernich – i partiti vivono una forte fase di delegittimazione e lo spot-partito fatica a decollare. E poi in Rete quello che funziona è la disintermediazione, le cose che nascono dal basso». Proprio quello che c’è nel video del M5S: il simbolo appare solo di sfuggita e i battitori di pugni sul tavolo, col passare dei minuti, si moltiplicano come una valanga.
Certo, c’è un altro filo comune che lega il video del Carroccio con quello dei grillini e anche con quelli di Fratelli d’Italia (questi ultimi conditi con immagini e musiche epiche): «Tutti mettono al centro la rabbia – segnala Edoardo Novelli, docente di comunicazione politica all’Università di Roma Tre –, un messaggio che da un certo punto di vista è negativo». E qui sunta un segno distintivo diametralmente opposto a quello che caratterizza invece i due video della Lista Tsipras: uno affronta il tema della litigiosità interna della sinistra, l’altro lo psicodramma dell’elettore di sinistra che non si riconosce nel Pd. «C’è l’ironia, soprattutto l’autoironia, ma anche l’autocritica – prosegue Novelli –. Però credo che video come questi riescano a parlare solo al proprio bacino elettorale».
E il Pd? In attesa dei video di Ncd e Forza Italia (ne sono in arrivo un paio), ce n’è uno del Pd, che però stenta a decollare. Le immagini di Forrest Gump si intrecciano a quelle di Fantozzi e al mitico gol di Maradona all’Inghilterra (1986) per dire, attraverso la celebre citazione del film Frankenstein Junior, che «si può fare». Per Novelli è un video che «promette l’impossibile, suscita ottimismo e invoca la partecipazione». «Sì, però per molti elettori Pd, Maradona è pur sempre un evasore e Fantozzi uno sfigato», ribatte Massimiliano Cavallo. «La verità – chiosa Mario Rodriguez – è che tutti questi video hanno una cosa in comune: dimostrano che sono fatti con quattro soldi perché i partiti ormai devono fare i conti con le casse vuote».

@marcobreso   MARCO BRESOLIN

Articolo de “La Stampa” del 26/04/2014

Il lavoro più bello del mondo

Ogni campagna elettorale, per chi fa il mio lavoro, ha il suo fascino e ogni volta sembra la prima. E i tuoi amici non ci credono quando dici loro che questa è la più bella o la più difficile, perché sanno che lo hai detto la volta precedente. Ma è così. Ogni volta è diversa da prima, ogni volta è sempre più bello. A volte, come capita a me da 7 anni a questa parte, ti trovi a scrivere contemporaneamente cose per candidati di centrodestra e centrosinistra (anche se in città diverse) e quella è la cosa più divertente, la vera sfida. Questa è la sfida più bella, l’esperienza più difficile anche a livello emotivo, anche se la meno importante. Qualche anno fa mi è capitato di coordinare un evento di chiusura in cui c’era il Presidente del Consiglio, e quando mi ricapita? Ma questa è una campagna particolare, in una città che sento sempre più mia e in cui il voto dipende da tanti fattori. Anche questa volta è ricca di esperienze, di candidati che sclerano, di comitati pieni di buste da lettera, timbri e etichette. Sognavo di fare lo spin doctor e invece, qualche volta, mi sono trovato a attaccare manifesti con la colla, portare pacchi, distribuire volantini o fare telefonate. Perché è la campagna elettorale e senti ogni candidato il tuo. Anche questa volta seguo una persona nella mia provincia, Taranto, ma non è tra quelle persone che chiamavo “compagno” anni fa. Perché quelli non hanno bisogno di comunicazione e, anzi, mi rimproverano “ma come, fai consulenza per quello che si è candidato contro di noi?”. Certo, perché forse a voi io, e i comunicatori in genere, non serviamo, se non gratis… ma non fa niente, tanto c’è un cugino del nipote di mio zio che “smanetta” col pc, perché la comunicazione si riduce a un manifesto secondo voi.

“Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”  Joseph Conrad

http://robertamaggio.tumblr.com/post/47469265630/una-volta-qui-era-tutta-campagna-elettorale

Roba seria…

Dal 2007 sono presidente di una associazione culturale con quale sono riuscito a realizzare qualche evento. Da pochi giorni è online anche il sito. L’ho fatto io e quindi non siate troppo critici nei confronti della grafica.  Dategli un’occhiata se vi va www.associazioneopenmind.it.