Taranto 2012: così non va bene

La scorsa settimana il sindaco Stefàno ha rilanciato la sua candidatura per le prossime elezioni amministrative che si terranno tra un anno.  Comincio col dire che, se un sindaco ha ben governato e ha ancora con se la coalizione che lo ha sostenuto, è normale che voglia ricandidarsi ed è giusto che la coalizione lo sostenga. Non solo, sarebbe utile che diventasse prassi rilanciare la candidatura un anno prima del voto e non a pochi mesi, logorando il candidato, come avvenuto proprio 5 anni fa a Taranto (chi non ricorda l’eterna discussione sulle primarie con Florido?). Ma non è questo il modo per ricandidarsi. Come si diceva nelle riunioni che frequentavo quindici anni fa “è una questione di metodo” ma, stavolta, credo sia anche una questione di merito. E si perché una ricandidatura messa là così, quasi con prepotenza, rischia di indebolire il candidato stesso che pare  debba imporsi per essere sostenuto. E imporsi non è mai una buona strada, come avvenuto per esempio ad Emma Bonino per la candidatura a Presidente della Regione Lazio, mai digerita da gran parte del Pd. Stefàno pone a suo favore l’azione di buon governo a partire dal risanamento dei conti pubblici che dal 1 gennaio del prossimo anno ci permetterà di uscire dal dissesto. Un risultato che da solo meriterebbe la riconferma! Ma non è forse il caso di aggiungere che questo risultato è stato raggiunto insieme alla coalizione che l’ha sostenuto? Non vanno forse dati dei (grandi) meriti a Dante Capriulo (PD) per il lavoro che ha fatto e a cui invece, inspiegabilmente, è stata anche tolta la delega al Bilancio? Stefàno può essere il prossimo candidato sindaco ma deve essere il candidato di una coalizione e con questa si deve confrontare, per rafforzare la sua candidatura, non per essere “schiavo” della coalizione, sia chiaro. E credo anche che non sia necessario passare per le primarie ma non per i motivi, direi infantili, che dice lui (siccome il Pd non le voleva 5 anni fa, ora non le voglio io!) ma semplicemente perché se uno ha governato bene e rappresenta TUTTA la coalizione è il naturale candidato. Io purtroppo sono stato troppo lontano dalla mia città da poter giudicare se Stefàno abbia governato bene, ma ricordo “quelli del dissesto” e vorrei non ritornassero. Mi auguro che ora provi lui a rasserenare il clima, riconoscendo il valore dei partiti che lo sostengono e unendoli attorno a se. Se lo fa ora tra un anno vince tranquillamente, se si indispettisce, com’è nel suo carattere, per un anno si parlerà di elezioni e litigi nel centrosinistra jonico (che novità!) e non dei problemi della città. E sono ancora tanti quelli da risolvere.

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Primarie all’italiana

E vabbè alle primarie di Napoli hanno votato i cinesi. E allora? Ma il Pd non era per l’integrazione e per la società multietnica? Battute a parte è chiaro che qualcosa nelle primarie napoletane non abbia funzionato. Altrochè rigore e serietà come invocavano i miei amici nella campagna di Ranieri.  E ora si contano i feriti perché, se da un lato possono aver ragione coloro che hanno “visto” infiltrazioni nel voto, dall’altra hanno ragione i militanti che invece ci hanno creduto e hanno votato Cozzolino, come quella ragazza che si vede nel video in cui alcuni tesserati occupano la sede del Pd napoletano. Ma il tema è un altro: possibile che solo ora che si parla di Napoli (e ovviamente ci si mette subito Saviano) il Pd si sia accorto che alle primarie vota “chiunque”, compresa gente di centrodestra? Sono passati tanti anni e tra pugliesi ce lo possiamo dire: quanti di centrodestra nel 2005 alle primarie pugliesi hanno votato Vendola convinti che sarebbe stato più facile da battere rispetto a Boccia? E quante “nuove” facce si vedono ogni volta che ci sono primarie?E’ così che va…E allora faccio una previsione facile da avverarsi: vuoi vedere che la vicenda napoletana si trasformerà nella fine definitiva delle primarie almeno per come sono state finora concepite? E così anche Vendola è sistemato… A proposito di primarie…non mi sembra il caso che a Bologna si esulti parlando di “nuova primavera”…forse è il caso che il Pd prometta serietà agli elettori e garantisca per Merola, visto che il primo sindaco del dopo Guazzaloca ha detto che non poteva fare il sindaco per stare vicino alla famiglia, salvo andare 6 mesi dopo a Strasburgo e l’altro “pare” mantenesse la segretaria coi soldi dei bolognesi. Insomma, prima di riformare strumenti come le primarie, pensiamo a cambiare la classe dirigente.

Tafazzi è sempre in agguato

Sono in  netto disaccordo con un articolo apparso qua e che, sono convinto, trovi l’approvazione di molti.  Quando si fanno le primarie si accettano i candidati degli altri partiti e, conseguenzialmente, si sostengono al voto. E’ normale fare le analisi politiche per capire dove il Pd abbia sbagliato, è anormale continuare a sbagliare come giustamente si dice qua , non è normale sparare addosso a Pisapia e preannunciare la sua sconfitta. Lo dissero con Vendola nel 2005 e qualche mese fa, perché non era adatto ad attrarre il popolo moderato pugliese. Sappiamo com’è andata. Soprattutto mi sembra di vedere in quest’atteggiamento lo snobismo tipico di chi la sa lunga, alla D’Alema per intenderci. Quello stesso snobismo che disse nel 1994 che Berlusconi avrebbe preso il 4%  e che tutti i suoi elettori erano casalinghe ignoranti che si sono fatte convincere da Vianello e da Bongiorno. Durerà poco, dicevano. Sappiamo com’è andata.