Qualcosa non va

Non sono convinto che Fini voglia davvero farla questa  Santa Alleanza e non so neanche se si possano mettere insieme Vendola, Casini, Fini, Bersani (D’Alema e Veltroni). Perché se già era difficile governare con Pecoraro Scanio e Ferrero, che almeno qualcosa l’avevano in comune, figuriamoci cosa avverrà con una maggioranza così eterogenea . Ma il punto non è questo. Ciò che è allucinante è che sia necessario mettere tutti insieme (tranne il povero Di Pietro a cui va tutta la  solidarietà a questo punto) per battere Berlusconi, a distanza di 17 anni dalla discesa in campo e in quello che in molti osservatori definiscono il suo momento di minor popolarità. E allora, qualcosa non va.

Primarie all’italiana

E vabbè alle primarie di Napoli hanno votato i cinesi. E allora? Ma il Pd non era per l’integrazione e per la società multietnica? Battute a parte è chiaro che qualcosa nelle primarie napoletane non abbia funzionato. Altrochè rigore e serietà come invocavano i miei amici nella campagna di Ranieri.  E ora si contano i feriti perché, se da un lato possono aver ragione coloro che hanno “visto” infiltrazioni nel voto, dall’altra hanno ragione i militanti che invece ci hanno creduto e hanno votato Cozzolino, come quella ragazza che si vede nel video in cui alcuni tesserati occupano la sede del Pd napoletano. Ma il tema è un altro: possibile che solo ora che si parla di Napoli (e ovviamente ci si mette subito Saviano) il Pd si sia accorto che alle primarie vota “chiunque”, compresa gente di centrodestra? Sono passati tanti anni e tra pugliesi ce lo possiamo dire: quanti di centrodestra nel 2005 alle primarie pugliesi hanno votato Vendola convinti che sarebbe stato più facile da battere rispetto a Boccia? E quante “nuove” facce si vedono ogni volta che ci sono primarie?E’ così che va…E allora faccio una previsione facile da avverarsi: vuoi vedere che la vicenda napoletana si trasformerà nella fine definitiva delle primarie almeno per come sono state finora concepite? E così anche Vendola è sistemato… A proposito di primarie…non mi sembra il caso che a Bologna si esulti parlando di “nuova primavera”…forse è il caso che il Pd prometta serietà agli elettori e garantisca per Merola, visto che il primo sindaco del dopo Guazzaloca ha detto che non poteva fare il sindaco per stare vicino alla famiglia, salvo andare 6 mesi dopo a Strasburgo e l’altro “pare” mantenesse la segretaria coi soldi dei bolognesi. Insomma, prima di riformare strumenti come le primarie, pensiamo a cambiare la classe dirigente.